Negli ultimi anni Milano ha visto moltiplicarsi corsi, laboratori e workshop dedicati alle attività manuali, e in particolar modo alla ceramica. Un interesse che ha riportato in auge i piccoli utensili che ci ricordano l'unicità dell'artigianato d'autore, dove la bellezza sta nell'essere unici. La scoperta di "Motel a Miio" è un mondo e un modo di essere, non solo una tazzina. Non si tratta di una moda qualsiasi, ma di una vera e propria reazione culturale. Più la nostra vita diventa digitale, più sentiamo il bisogno di recuperare il contatto con la materia. Più si producono in serie oggetti identici tra loro, più ci affascina ciò che è imperfetto e fatto a mano. Più tutto diventa immediato, più acquista valore ciò che richiede tempo. In questo contesto, arriva a Superstudio Più, il 20 e 21 giugno, il pop-up di Motel a Miio, brand tedesco di ceramiche artigianali dall'animo portoghese. Dietro non c'è soltanto un'idea imprenditoriale, ma la storia di un incontro destinato a lasciare il segno. Durante un viaggio in Portogallo, Anna von Hellberg e Laura Castien scoprono le ceramiche artigianali locali e ne rimangono affascinate. Quello che per molti sarebbe rimasto un semplice ricordo di vacanza si trasforma in un progetto da portare nelle case di migliaia di persone. Da allora Motel a Miio ha costruito la propria identità attorno a ciò che la produzione industriale tende spesso a cancellare: le differenze. Sfumature di colore, variazioni di forma e piccole imperfezioni raccontano luoghi, sensazioni, persone. Sono quei dettagli che ci fanno affezionare a un oggetto, che lo rendono familiare e che, quasi senza accorgercene, lo trasformano in parte della nostra quotidianità. Il temporary shop di giugno lo racconta, tra sorprese, scoperte, occasioni, divertimento. F.A.
Dal 20/06/2026 al 21/06/2026 - Motel a Miio, pop-up - Superstudio Più
A volte una mostra è anche un invito a guardare la città con occhi diversi. È il caso della retrospettiva dedicata ad Arnaldo Pomodoro alle Gallerie d'Italia, che diventa il punto di partenza per un piccolo viaggio milanese fino al suo affascinante Labirinto in Zona Tortona. Due luoghi, un unico racconto: quello di un artista capace di trasformare la materia, lo spazio e l'immaginazione.
Ci sono mostre che raccontano un artista e altre che ti fanno venire voglia di seguirne le tracce in città. È quello che mi è successo visitando la mostra dedicata ad Arnaldo Pomodoro alle Gallerie d'Italia, in Piazza della Scala. Il percorso ripercorre la sua lunga carriera attraverso sculture, disegni e materiali d'archivio, andando oltre l'immagine più nota delle sue celebri sfere bronzee.
Oggi il mondo creativo richiede molto più di competenze tecniche. Richiede la capacità di muoversi tra scenari culturali in continua evoluzione, linguaggi differenti e dinamiche progettuali sempre più ibride tra design, comunicazione, eventi, brand culture ed esperienza contemporanea. È da questa consapevolezza che è nata Superstudio Academy, il modulo formativo di Superstudio Group pensato in collaborazione con LUM University per creare un dialogo concreto tra formazione, creatività e progetti reali, cercando di colmare quella distanza tra studi e lavoro che spesso lascia gli studenti impreparati. Chi scrive è a sua volta una studentessa che si è immedesimata nei lavori dei compagni.
Più che un programma accademico tradizionale, Superstudio Academy si sviluppa come un sistema aperto di ricerca, immersione e confronto diretto con il settore.
Una nuova realtà entra a far parte della Famiglia Superstudio: Metsä Board approda a Superstudio Più portando a Milano la propria visione di sostenibilità e innovazione legata al mondo delle foreste e dei materiali del futuro.
Via Tortona si conferma uno dei luoghi più interessanti di Milano dove design, ricerca e impresa si incontrano in modo naturale. Negli spazi di Superstudio Più arriva Metsä Board, realtà finlandese che ha trasformato il tema del packaging sostenibile in una riflessione più ampia sul rapporto tra industria, natura e innovazione.
Sono innumerevoli i libri che dedicano immagini e parole a Milano, quasi a volerne estrarre l'anima e la diversità. "Milano messa in opera", di recente pubblicazione di Silvana Editori, unisce la pittura di Marina Previtali alla scrittura di personaggi eccellenti della cultura milanese. Testimonianze di una città insieme antica e contemporanea raccontata con pennellate intense e frasi commosse. Ricordi personali di luoghi felici, a partire da Brera, nei memoir dei tanti autori, giornalisti e professori, architetti e artisti, presidenti e musicisti, finanzieri e creativi. Una Milano dai tanti volti, che assomiglia a ciascuno di noi.
silvanaeditoriale.it
L'Art-Roof di Superstudio Più, dopo il successo dei dialoghi sull'arte urbana durante la Design Week 2026, si prepara a diventare uno dei nuovi indirizzi della bella stagione: una terrazza sospesa tra skyline e creatività, pronta a vivere oltre il Fuorisalone.
C’è fermento al Superstudio Più. Come sempre, forse più di sempre. Questa volta l’instancabile venue di via Tortona sta puntando in alto, letteralmente: sta guardando il suo bel rooftop, uno spazio sospeso tra terra e cielo che, dopo il debutto di gran seguito e successo durante la Milano Design Week 2026, si prepara a vivere la sua prima vera stagione estiva e a candidarsi come nuovo place to be della città.
Tra scenari di guerre nucleari, droni irrangiungibili, armi fantasma che potrebbero distruggere il mondo intero e mentre si invocano i tiranni a non mollare il freno, l’umanità prosegue il suo tortuoso cammino sempre più accompagnata dall’A.I. Che spesso si dimostra più intelligente e più creativa di noi. Dalla scienza alla moda.
La grande incognita che aleggia in tutto e che disegnerà il nostro futuro, anche nelle piccole cose, sembra essere l'Intelligenza Artificiale. La sua evoluzione non si conta in anni, ma in mesi, forse addirittura in giorni.
Robot umanoidi che dialogano con il pubblico, intelligenze artificiali trasformate in oggetti domestici, installazioni immersive capaci di fondere reale e virtuale: durante la Milano Design Week 2026, Superstudio Più si è trasformato in un gigantesco laboratorio dedicato al futuro. Tra ambienti interattivi, esperienze phygital e scenografie digitali, SuperNova ha riunito alcuni dei progetti più visionari dell’intera Design Week milanese, confermando come tecnologia e design siano linguaggi spesso inseparabili.
A partire da Samsung Electronics, che con “Design is an Act of Love” ha portato in scena il lato più umano della tecnologia, all’interno del Samsung Design Open Lab, concept, prototipi e prodotti hanno raccontato un’idea di innovazione sempre più emotiva, quotidiana e personale, dove il design diventa il tramite tra persone e tecnologia.
Per Superstudio Design l’esperienza della Milano Design Week 2026 si chiude davvero solo all’indomani dell’altra kermesse internazionale, quella di ICFF a New York, con cui ormai la partnership si è consolidata e verrà rilanciata ulteriormente nel 2027. Quel ponte Milano – New York, che si voleva costruire attraverso la partnership avviata nel 2023, esiste ora, e connette cultura, educazione, mercato e prima di tutto le persone con le loro idee. L’intero bilancio è positivo, SuperNova in Tortona ha stupito con le grandi installazioni, i player internazionali e le grandi firme del design e dell’architettura; SuperCity in Barona ha portato la poesia e l’eleganza di un allestimento firmato da Giulio Cappellini nel contesto di una manifestazione spesso caratterizzata da toni alti o altissimi, in cui a volte - abbassato il volume - poco spazio resta ai contenuti; SuperPlayground in Bovisa si è spinta in avanti guardando “indietro”, al senso più intimo e forse più autentico del Fuorisalone, nato per offrire ai talenti meno noti ma portatori di idee e creatività vera, un palcoscenico d’eccezione e forse per certi versi più libero. Quello che resta è la sensazione concreta di avere intrapreso un percorso virtuoso, con un progetto diffuso dalle tante identità, che vuole dare voce a diverse anime della Milano Design Week. Una piattaforma culturale per il design e per la sua comunità, tra Milano, New York e forse altrove. L.V.
105.000 VISITATORI, 3 QUARTIERI, 1 VISIONE. Non è stata solo una brillante Design Week. È stato un cambio di scala. Con l’edizione 2026, Superstudio ha ridefinito la propria geografia trasformandosi in una piattaforma diffusa capace di attraversare tre quartieri, tre venue e tre modi diversi di vivere il design contemporaneo. Da Tortona a Barona fino a Bovisa, Superstudio Più, Superstudio Maxi e il nuovo Superstudio Village hanno costruito una mappa inedita della città, dando forma a uno dei progetti più ambiziosi dell’intera settimana milanese.
I numeri raccontano immediatamente la portata del cambiamento dell'evento clou della Design Week di Superstudio: oltre 105 mila visitatori nell’arco della settimana contro gli 87 mila del 2025.