Dal 15 al 26 aprile Istituto Marangoni presenta «Design Awakens», un percorso diffuso che interpreta il design come realtà viva, capace di rinascere, reinventarsi, evolversi e dialogare in modo sempre nuovo con spazi e persone. Un viaggio vibrante, con tappa a Superstudio Più e Superstudio Maxi, tra installazioni e collaborazioni internazionali, dove oggetti, ambienti e tecnologie si trasformano in esperienze dinamiche.
Il design non si limita a mostrarsi: durante la Milano Design Week si risveglia, si accende, colora, illumina, diventando più che mai dinamico e capace di coinvolgere, incuriosire, ispirare, appassionare.
Inaugura con Superstudio Design 2026 il nuovo Superstudio Village a Bovisa presentando SuperPlayground, piattaforma dedicata ai giovani talenti emergenti e alla sperimentazione progettuale, uno spazio rigenerato che accoglie una selezione internazionale di 32 designer, scelti attraverso una open call tra più di 200 candidature provenienti da oltre 30 Paesi.
In questo contesto aperto, inclusivo, in cui si respira un’atmosfera carica di novità, la ricerca sulla materia si traduce in superfici ibride e sistemi costruttivi nella “z series: hybrid skin” di Abele Malpiedi; al tempo stesso la dimensione culturale e identitaria prende forma nella seduta trasformabile di tradizione etiope “gabata” di Abreham e nelle ritualità contemporanee di “ancestral” di Acmé.
Il debutto dei debutti: nuova venue, nuovi progetti, nuovi creativi per una straordinaria giostra di idee, visioni, prototipi, installazioni all’insegna del divertimento e della novità.
Il girotondo alla ricerca del nuovo si snoda tra le 33 piccole presentazioni di oggetti originali, a volte sorprendenti, selezionati tra oltre 200 proposte di designer indipendenti e start-up arrivate da tutto il mondo. Un intero padiglione è riservato al graphic design e al contest dei poster in mostra. Grande stupore per l'installazione immersiva di mongolfiere trasformate in morbide e intime architetture.
SuperCity è la città suggerita dove tutto è permesso. come nella mostra minima che abbina oggetti dalla semplicità seducente alle foto d'autore. O dove gli arredi diventano sculture composte da pietre semipreziose e i bagni raffinati ambienti che giocano con le trasparenze. Senza contare i pannelli di vari materiali che si illuminano a comando e gli oggetti da tavola di Alessi che si ispirano alle favole.
Caterina Roppo sviluppa, con Incalmi, una ricerca materica che intreccia tessuto, luce e metallo.
Il suo progetto “galateo ancestrale” è costituito da una serie di opere nate da tessuti in seguito cristallizzati in rame, in cui la materia si fissa e si trasforma dando vita a forme sospese.
Un progetto che invita a rallentare e ad ascoltare, che ha al suo centro il respiro come gesto primario di consapevolezza.
Al Superstudio Maxi.
Con «Il Tornitore Matto», Alessi reinventa la tornitura in lastra, tecnica antichissima alla base dei casalinghi.
Come il Cappellaio Matto nella favola «Alice nel paese delle meraviglie» interpreta il mondo a modo suo, il progetto sfida processi industriali e limiti tecnologici, trasformando abilità artigianali in oggetti contemporanei sorprendenti, tra libertà creativa e rigore tecnico.
"Il Tornitore matto" è una piattaforma sperimentale creata da Alberto Alessi e Giulio Iacchetti che esplora nuove forme di design tra industria e artigianato.
Il panorama immaginifico di Alessi si arricchisce così di un nuovo capitolo che incontra tutti i desideri e le tendenze.
Arte e design si incontrano in un dialogo sempre più fluido, dove i confini tra le discipline sfumano fino a creare un equilibrio leggero e sottile. E proprio su questo equilibrio poggia Art Boulevard by Living Divani, dove la grande isola di divani color argento disegnata da Piero Lissoni per Living Divani diventa centrale: organizza lo spazio, dividendolo in due. Da un lato si innalzano gli imponenti totem di acciaio brunito di Flavio Lucchini, dall’altro le sculture di Maria Cristina Carlini che, realizzate in legno, acciaio corten e ceramica, esprimono la ricerca continua di materiali naturali, attenti all’ambiente, ed esteticamente d’appeal. Le opere – sia i totem, sia le sculture – si inseriscono con armonia nello spazio, convivono come misteriosi abitanti nella città immaginaria dall’art director Giulio Cappellini.
SuperCity è un formato espositivo che respira come una città aperta. Gli elementi convivono nello stesso grande spazio, libero e continuo, come in una vasta galleria attraversabile. A ideare il SuperCity concept l’art-director Giulio Cappellini, il nostro storico art director che porta la sua visione ogni volta innovativa nelle presentazioni più originali.
Come in questo caso, in cui l'immensa superficie (7500 mq) del Superstudio Maxi è la grande piazza che valorizza gli oggetti iconici del Made in Italy e gli artworks che li circondano immergendoli nel vuoto, elemento prezioso e sempre più raro che lascia emergere i pensieri. Cinque piccole mostre di arredi e complementi che raccontano storie di arte design e eleganza.
La maratona tra le tre venue di Superstudio Design invita facilmente il visitatore a un momento di relax.
Giulio Cappellini non ha voluto togliere al suo pubblico questo momento prezioso che permette di riflettere e ammirare riposandosi.
Ecco apparire un magico divano come un'isola felice collocata in un oceano d'arte e di arredi che dialogano con l'arte.
Living Divani partecipa così all’Art Boulevard di SuperCity con una installazione site specific straordinaria.
Un immenso divano argento largo sei metri che invita alla partecipazione del centro del percorso.
Al Superstudio Maxi.
Dai raffinati tessuti di un famoso brand italiano che veste le case più' eleganti, alla ceramica per superfici marmoree che caratterizzano la cucina del bistrot firmato Paola Navone, alle sedie rivisitate con un design ultracontemporaneo, qui si parla di arredi per gli ambienti di domani. Senza dimenticare uno sguardo alla luna con un viaggio virtuale al pianeta riscoperto proprio di questi tempi grazie alla nuova missione artemis che ha orbitato attorno scoprendone il lato posteriore mai visto prima.